LA STORIA

 STORIA
I primi insediamenti nella zona di San Casciano risalgono all’epoca Etrusca, come dimostrano i numerosi reperti archeologici rinvenuti in zona e databili a tale periodo. Tomba dell’Arciere
(VII sec. a. C.)
 In epoca romana era una stazione di posta, “mansio”, luogo di passaggio dove avveniva il cambio di cavalli lungo la strada per Firenze (al decimo miglio da  Florentia). Conservò tale funzione anche nel corso del Medioevo.  
La Repubblica Fiorentina, a seguito delle innumerevoli scorrerie, decise di fortificare il borgo. Nel 1355 le mura      erano costruite e nel 1356 fu aggiunto un cassero, in parte tuttora esistenti.
Nel 1949 Carlo VIII re di Francia si accampò nelle vicinanze del borgo ma senza farvi ingresso. Prima di andarsene fece una cospicua donazione al locale convento francescano.
Nel 1512, presso l’Albergaccio (località Sant’Andrea in Percussina) iniziò l’esilio di Niccolò Machiavelli e fu in quel periodo che scrisse le sue opere più famose: “Il Principe” e “La Mandragola”.
Durante la dominazione medicea venne incentivata la produzione vinicola che, all’inizio del XVIII sec., ricevette un ulteriore impulso dall’avvento al potere dei Duchi di Lorena. Con il Trattato di Vienna San Casciano venne annessa al Granducato di Toscana.

Nel 1861 venne annessa al Regno d’Italia dal Re Vittorio Emanuele II di Savoia.

Il 26 luglio 1944 subì un devastante bombardamento alleato che unito alle mine tedesche ridussero il paese quasi in macerie.         
L’economia locale si basa prevalentemente su una pregiata produzione vitivinicola: il vino che si produce è definito “Chianti Classico D.O.C”  (Denominazione di Origine Controllata), e il nome  geografico Chianti definisce una tecnica di lavorazione del vino della zona;

sull’attività di numerose industrie operanti nei settori alimentari, meccanici,  tessili, conciari e della lavorazione della ceramica e del legno.

Le frazioni appartenenti al Comune di San Casciano Val di Pesa sono:
Bargino , Calcinaia, Campoli, Cerbaia, Chiesanuova, Cigliano, Faltignano, Mercatale, Montefiridolfi, La Romola, S. Pancrazio, S. Andrea in Percussina, Bardella, Spedaletto e Calzaiolo.

San Casciano deve il suo nome a San Cassiano, un martire del terzo secolo che è anche il patrono della città festeggiato il 13 agosto.

“San Cassiano” Pala dell’Altare Maggiore della Propositura della Collegiata